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Slogan dell'anno

pubblicato 25 ott 2010, 02:40 da milano 35   [ aggiornato il 25 ott 2010, 02:54 da Massimo Guerreschi ]
Alla Festa di Gruppo, è stato presentato a tutto il gruppo lo slogan che ispirerà e accompagnerà tutte le unità durante questo anno scout: "Questo è un meraviglioso terreno di caccia".
E' una frase di Rikki Tikki Tavi, uno dei personaggi del Libro della Giungla, il libro a cui si ispira tutta l'attività dei Lupetti.
Alla Festa di Gruppo di fine anno vedremo in quali e quanti modi saremo riusciti a mettere in pratica lo slogan dell'anno.

Per chi volesse saperne di più sulla vicenda in cui Rikki si trovò a pronunciare la frase che abbiamo preso come slogan, inseriamo qui sotto il brano del Libro della giungla.

    ... Questa è la storia della grande guerra che Rikki Tikki Tavi combatté da solo, nella stanza da bagno del grande bungalow nell'accantonamento di Segowlee.
Darzee, l'uccello sarto, lo aiutò, e Chuchundra, il topo muschiato, che non passa mai nel mezzo del pavimento, ma striscia sempre lungo la parete, gli dette qualche consiglio, ma fu Rikki Tikki Tavi a sostenere la vera battaglia.
    Era una mangusta che aveva il pelo e la coda quasi come un gattino, ma la testa e le abitudini di una faina. I suoi occhi, e la punta del nasetto irrequieto, erano color di rosa. Arrivava a grattarsi in qualunque parte volesse, davanti o di dietro, con qualunque zampa gli piacesse adoperare; poteva gonfiare la coda fino a farla parere uno scovolino, e il suo grido di guerra, mentre sgattaiolava attraverso l'erba alta, era: Riktiktikkitikkitehk!
    Un giorno, nei colmo dell'estate, un acquazzone a dirotto lo spazzò via dalla sua tana, dove viveva con i suoi genitori, e lo trascinò, che recalcitrava e strideva, giù per un fosso lungo la strada. Trovò un pugnello d'erba galleggiante e vi si aggrappò; poi perdette i sensi. Quando si riebbe, si trovò disteso al sole caldo, tutto lordo di fango, in mezzo al viale di un giardino, e udì un ragazzetto che diceva. C'è una mangusta morta. Facciamole il funerale.
No, disse sua madre, portiamola dentro ad asciugare. Forse non è proprio morta.
    Lo portarono a casa, e un omone lo prese delicatamente fra l'indice e il pollice e disse che non era morto, ma mezzo soffocato. Allora lo avvolsero nella bambagia, lo riscaldarono finché aprì gli occhi e starnutì.
Ora, disse l'omone, che era un inglese stabilitosi proprio allora nel bungalow, non lo spaventare e vedremo che cosa farà.
    Spaventare una mangusta è la cosa più difficile di questo mondo, perché la curiosità se la divora dalla testa alla coda. Il motto di tutte le manguste è: Corri e scopri; e Rikki Tikki era una vera mangusta. Osservò la bambagia, capì che non era roba da mangiare; corse tutto intorno alla tavola, sedette, si lisciò il pelo, si grattò e saltò sulle spalle del ragazzo.
Non aver paura, Teddy, disse suo padre. E' il suo modo di fare amicizia.
Ohi! Mi fa il solletico sotto il mento, disse Teddy.
Rikki Tikki guardò giù tra il colletto e il collo del ragazzo, gli annusò l'orecchio e poi si lasciò scivolare sul pavimento, dove sedette a stropicciarsi il naso.
Dio mio, disse la mamma di Teddy, e questa è una bestiola selvatica? Forse è così domestica perché l'abbiamo trattata bene.
Tutte le manguste sono così, disse il marito. Se Teddy non lo solleva per la coda e non cerca di metterlo in gabbia, non farà che correre dentro e fuori la casa tutto il santo giorno. Diamogli qualcosa da mangiare.
    Gli portarono un pezzetto di carne cruda che gli piacque moltissimo e, quando l'ebbe finita, Rikki Tikki uscì sulla veranda, si accovacciò al sole e gonfiò tutto il pelo per farlo asciugare fino alla pelle. Allora cominciò a sentirsi meglio.
Vi sono più cose da scoprire in questa casa, disse fra sé, di quel che tutta la mia famiglia potrebbe trovare in tutta la vita. Certamente rimarrò qui a cercarle.
    Passò l'intero giorno a girare per la casa. Ci mancò poco che non si annegasse nelle vasche da bagno; ficcò il naso nell'inchiostro che era sopra una scrivania, e se lo scottò avvicinandolo alla estremità del sigaro acceso dell'omone, perché gli si era arrampicato sui ginocchi per vedere come faceva a scrivere. Quando si fece notte, corse nella stanza di Teddy per vedere come si accendevano i lumi a petrolio e, quando Teddy si coricò, anche Rikki Tikki si arrampicò sul letto; ma era un compagno irrequieto, perché bisognava che si alzasse ogni momento per tendere l'orecchio a tutti i rumori della notte e scoprirne la causa.
    I genitori di Teddy andarono, per ultima cosa, a guardare il loro ragazzo, e trovarono Rikki Tikki sveglio sul guanciale.

Questo non mi piace, disse preoccupata la mamma di Teddy, può mordere il ragazzo.
Non farà mai una cosa simile, rispose il padre. Teddy è più sicuro con quella bestiolina accanto che se avesse un cane da guardia. Se un serpente entrasse nella camera ora...
Ma la madre di Teddy non voleva nemmeno pensare a una cosa così terribile.
    La mattina presto Rikki Tikki andò a colazione nella veranda, sulla spalla di Teddy. Gli dettero un po' di banana e di uovo sodo, ed egli passò sui ginocchi di tutti, uno dopo l'altro, poiché ogni mangusta bene educata spera sempre di diventare una mangusta domestica un giorno o l'altro e di aver delle stanze dove poter scorrazzare.
La madre di Rikki Tikki (che era vissuta nella casa del generale a Segowlee) aveva saggiamente insegnato a Rikki Tikki come doveva comportarsi, se gli fosse capitato di imbattersi negli uomini bianchi...
    Rikki Tikki uscì poi nel giardino per osservare quel che c'era da vedere. Era un grande giardino, coltivato solo a metà, con cespugli di rose Maresciallo Niel, grandi corti e padiglioni, piante di cedri indiani, di aranci, ciuffi di bambù e macchie d'erba alta. Rikki Tikki si leccò i labbri.
Questo è un magnifico terreno di caccia, disse, e al pensiero gonfiò la coda e corse su e giù per il giardino, annusando qua e là, finché non udì delle voci lamentevoli che uscivano da un cespuglio di spini.
    Erano Darzee, l'uccello sarto e sua moglie. Avevano costruito un bellissimo nido, riunendo due grosse foglie e cucendone insieme gli orli con delle fibre, e avevano riempito la cavità di cotone e di peluria morbida. Il nido oscillava avanti e indietro ed essi, appollaiati sull'orlo, si lamentavano.
Che cosa avete fatto? domandò Rikki Tikki.
Siamo tanto infelici, rispose Darzee. Uno dei nostri piccini è caduto ieri dal nido e Nag se l'è divorato.
Uhm! fece Rikki Tikki, è una cosa molto triste, ma lo sono un forestiero qui. Chi è Nag?
...

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