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Friburgo: parole per meditare

pubblicato 26 set 2011, 08:53 da la redazione

Il monito «Nonostante il progresso tecnico il mondo non diventa più buono: esistono ancora guerre e fame»

Ci sono parole che dette da un Pontefice suonano come la denuncia di una situazione drammatica. E Benedetto XVI, il Papa che ha lamentato «l' eclissi di Dio» e ha paragonato il nostro tempo a quello del «crollo dell' impero romano», a metà giornata arriva a Friburgo, in una storica enclave cattolica nel Sud della Germania, e parte dai fondamentali. Il problema è la «questione su Dio» che Benedetto XVI ha ricordato l' altro giorno elogiando la «passione» spirituale di Lutero.

Così ieri sera, davanti a 35 mila giovani e altrettante fiaccole accese per la veglia di preghiera, ha scandito: «Ripetutamente, nella storia, persone attente hanno fatto notare che il danno per la Chiesa non viene dai suoi avversari, ma dai cristiani tiepidi».

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Ma la questione essenziale è un' altra: la Chiesa in crisi di fede. In Germania «è organizzata in modo ottimo» eppure non basta, il calo dei fedeli è costante: «Dietro le strutture, si trova anche la forza spirituale, la forza della fede in un Dio vivente?».

La domanda retorica del Papa non è solo una sferzata alla Chiesa tedesca. «C' è un' eccedenza di strutture rispetto allo Spirito», dice, ed è tutta la Chiesa dell' Occidente - a cominciare da vescovi e sacerdoti - che dovrebbe pensare anzitutto a «evangelizzare».

Perché «se non arriveremo a un vero rinnovamento della fede, tutta la riforma strutturale resterà inefficace». Arrivava dall' Est, Benedetto XVI. E a Erfurt aveva ricordato la sofferenza della gente sotto il nazismo prima e il comunismo poi: «Nell' allora Ddr avete dovuto sopportare una dittatura "bruna" e una "rossa" che per la fede cristiana avevano l' effetto che ha la pioggia acida».

Con la libertà e il benessere, però, non sono finiti i problemi della fede. «Nel nostro ricco mondo occidentale c' è carenza della bontà di Dio». E coi giovani è andato oltre: «A quanto appare il mondo in cui viviamo, nonostante il progresso tecnico, non diventa più buono. Esistono tuttora guerre, terrore, fame e malattia, povertà estrema e repressione senza pietà».

Perché «il male esiste».

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